La Thunbergia alata è una pianta perenne originaria delle zone tropicali dell’Africa, il che significa che nel suo habitat naturale vive per più anni. Tuttavia, la sua totale incapacità di tollerare il freddo e il gelo fa sì che nei climi temperati, come quello italiano, venga prevalentemente coltivata come una pianta annuale. Con l’arrivo dei primi freddi autunnali e temperature che scendono costantemente sotto i 10°C, la pianta arresta la sua crescita, il fogliame inizia a deperire e la prima gelata le è solitamente fatale. Per questo motivo, la maggior parte dei giardinieri preferisce semplicemente riseminarla o riacquistarla ogni primavera, godendo della sua rapida crescita e della sua fioritura estiva.
Nonostante ciò, è possibile tentare di far svernare la Susanna dagli occhi neri, specialmente se si tratta di un esemplare particolarmente bello o se si desidera avere una pianta già sviluppata e pronta a ripartire con vigore all’inizio della stagione successiva. Lo svernamento consente di anticipare la fioritura rispetto alle piante nate da seme e di conservare le caratteristiche di una particolare varietà. Questa pratica è fattibile solo per le piante coltivate in vaso, in quanto possono essere facilmente spostate in un ambiente protetto durante i mesi più freddi.
Il successo dello svernamento dipende in gran parte dalla capacità di fornire alla pianta le giuste condizioni ambientali durante il periodo di riposo invernale. L’obiettivo non è quello di farla continuare a crescere e fiorire come in estate, ma di mantenerla in uno stato di semi-dormienza, viva ma con un’attività metabolica ridotta al minimo. Questo richiede un attento bilanciamento di luce, temperatura e irrigazione, che sono i fattori chiave per superare indenne l’inverno.
È importante sottolineare che lo svernamento non sempre ha successo e la pianta potrebbe non sopravvivere o riprendere debolmente in primavera. Tuttavia, per gli appassionati di giardinaggio, può essere una sfida interessante e gratificante. Con le giuste accortezze, è possibile godere della bellezza della propria Thunbergia alata per più di una stagione, trasformando una pianta tipicamente annuale in una perenne da accudire con amore anno dopo anno.
La preparazione della pianta per l’inverno
La preparazione per lo svernamento deve iniziare in autunno, prima dell’arrivo delle prime gelate. Il momento giusto per intervenire è quando le temperature notturne iniziano a scendere regolarmente sotto i 12-15°C. Prima di spostare la pianta all’interno, è fondamentale effettuare un’accurata ispezione per verificare la presenza di parassiti come afidi, ragnetti rossi o mosche bianche. Portare in casa una pianta infestata significherebbe creare un ambiente ideale per la proliferazione dei parassiti, che potrebbero poi diffondersi anche ad altre piante d’appartamento.
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Se si individuano dei parassiti, è necessario effettuare un trattamento specifico prima del ricovero. Si può procedere con un lavaggio accurato della chioma con un getto d’acqua e sapone molle, oppure utilizzare un prodotto insetticida a basso impatto ambientale come l’olio di Neem, assicurandosi di coprire bene entrambe le pagine delle foglie. È anche consigliabile rimuovere eventuali foglie secche, danneggiate o malate e i fiori appassiti per ridurre il rischio di malattie fungine durante il periodo di ricovero.
Un altro passo importante è la potatura. Prima di spostare la pianta, è opportuno ridurne drasticamente le dimensioni, tagliando tutti i fusti a circa 15-20 centimetri dalla base. Questa potatura drastica può sembrare eccessiva, ma è necessaria per diversi motivi. Rende la pianta più maneggevole e meno ingombrante, riduce la superficie traspirante, limitando così il fabbisogno idrico durante l’inverno, e stimola la pianta a produrre nuovi getti vigorosi dalla base con la ripresa vegetativa in primavera.
Infine, è bene ridurre gradualmente le annaffiature nelle settimane che precedono il ricovero. Questo aiuta la pianta a entrare lentamente in una fase di riposo, rallentando la sua attività metabolica. Il terriccio dovrebbe essere solo leggermente umido al momento dello spostamento all’interno. Questa fase di preparazione è cruciale per abituare la pianta al cambiamento di condizioni e aumentare le sue possibilità di sopravvivenza durante i mesi invernali.
La scelta del luogo di svernamento ideale
La scelta del luogo dove ricoverare la Thunbergia alata durante l’inverno è il fattore più critico per il successo dell’operazione. L’ambiente ideale deve essere fresco, luminoso e protetto dal gelo. Una serra fredda, una veranda non riscaldata, un vano scale molto luminoso o una stanza poco utilizzata della casa sono tutte opzioni valide. L’importante è che il luogo scelto soddisfi due requisiti fondamentali: temperatura e luce.
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La temperatura ottimale per lo svernamento si aggira intorno ai 10-15°C. Temperature più alte potrebbero stimolare una crescita debole e filata, mentre temperature più basse, vicine allo zero, potrebbero danneggiare la pianta. È assolutamente necessario che il luogo sia al riparo da qualsiasi gelata. Ambienti troppo caldi e secchi, come le stanze riscaldate di un appartamento, sono da evitare perché favorirebbero la ripresa di una crescita stentata e l’attacco di parassiti come il ragnetto rosso.
La luce è altrettanto importante. Anche durante il riposo invernale, la pianta ha bisogno di luce per mantenere attive le funzioni vitali minime. Una posizione molto luminosa, come vicino a una finestra esposta a sud, è l’ideale. Una scarsa illuminazione durante l’inverno è una delle principali cause di insuccesso, portando a un graduale deperimento della pianta. Se non si dispone di un luogo naturalmente luminoso, si può ricorrere all’uso di luci artificiali per la crescita delle piante (grow lights) per integrare la luce naturale.
È anche importante che il luogo sia sufficientemente arieggiato per prevenire la formazione di muffe e malattie fungine. Una buona circolazione d’aria, senza però esporre la pianta a correnti fredde dirette, contribuisce a mantenere un ambiente sano. Riassumendo, il luogo perfetto per lo svernamento è un ambiente che riesca a bilanciare la freschezza per indurre il riposo e la luminosità per garantire la sopravvivenza.
Le cure durante il periodo invernale
Una volta spostata nel suo ricovero invernale, la Thunbergia alata richiederà cure minime, ma attente. L’errore più comune durante lo svernamento è l’eccesso di irrigazione. Poiché la pianta è in uno stato di semi-dormienza e la crescita è quasi ferma, il suo fabbisogno idrico è drasticamente ridotto. Le annaffiature devono essere molto sporadiche, giusto quanto basta per non far seccare completamente il pane di terra.
Indicativamente, potrebbe essere sufficiente un’irrigazione ogni 3-4 settimane, ma la frequenza esatta dipende dalle condizioni specifiche del luogo di svernamento (temperatura, umidità). La regola migliore è controllare il terriccio con un dito: si deve irrigare solo quando è completamente asciutto anche in profondità. È meglio peccare per difetto che per eccesso; un terreno costantemente umido in inverno è la via più sicura per il marciume radicale e la morte della pianta.
Durante tutto il periodo invernale, le concimazioni devono essere completamente sospese. Fertilizzare una pianta a riposo è inutile e dannoso, poiché i sali minerali non verrebbero assorbiti e si accumulerebbero nel terreno, potendo danneggiare le radici. Le concimazioni andranno riprese solo in primavera, quando la pianta mostrerà chiari segni di risveglio vegetativo.
È importante anche continuare a ispezionare periodicamente la pianta, circa una volta alla settimana, per controllare l’eventuale comparsa di parassiti o malattie. Anche in un ambiente protetto, non è escluso che possano svilupparsi piccoli focolai di afidi o ragnetti rossi. Un controllo regolare permette di intervenire tempestivamente ai primi segnali, rimuovendo manualmente gli insetti o trattando con prodotti naturali prima che l’infestazione diventi problematica. Si devono inoltre rimuovere eventuali foglie che ingialliscono o seccano.
📷 Forest & Kim Starr, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons