Come piantare e moltiplicare la gazania con successo
La gazania può essere inserita facilmente in aiuole, bordure, giardini rocciosi e contenitori esposti al sole. Una corretta preparazione del terreno favorisce un attecchimento rapido e limita i problemi legati all’umidità stagnante. La pianta può essere moltiplicata tramite seme, talea oppure divisione dei cespi ben sviluppati. Ogni metodo presenta tempi e attenzioni differenti, ma può offrire risultati soddisfacenti anche a chi non possiede grande esperienza.
Preparazione del terreno e scelta del periodo
Il periodo migliore per piantare la gazania all’aperto coincide con la primavera, dopo la fine delle gelate tardive. Il terreno dovrebbe essersi riscaldato e le temperature notturne dovrebbero rimanere stabilmente miti. Nelle regioni mediterranee l’impianto può essere anticipato rispetto alle zone continentali. Le giovani piante appena acquistate devono essere abituate gradualmente al sole intenso.
Prima della messa a dimora è necessario lavorare il terreno fino a una profondità di almeno venti centimetri. Le zolle compatte devono essere sminuzzate e le erbe infestanti eliminate con cura. Nei suoli pesanti si può aggiungere sabbia grossolana, pomice o ghiaietto fine per migliorare il drenaggio. Il letame fresco è sconsigliato perché può danneggiare le radici e stimolare una vegetazione eccessivamente tenera.
La buca d’impianto deve essere poco più larga del pane radicale, ma non molto più profonda. Il colletto della gazania deve rimanere allo stesso livello presente nel vaso originario. Un impianto troppo profondo favorisce l’accumulo di umidità intorno alla base della pianta. Dopo aver riempito la buca, il terreno va premuto delicatamente senza compattarlo eccessivamente.
La distanza tra gli esemplari dipende dalla varietà e dall’effetto ornamentale desiderato. In genere è utile lasciare da venti a trenta centimetri tra una pianta e l’altra. Una distanza sufficiente favorisce la circolazione dell’aria e permette ai cespi di espandersi. Dopo l’impianto bisogna irrigare lentamente per mettere le radici a contatto con il terreno.
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Semina e cura delle giovani piantine
La semina può essere effettuata in ambiente protetto tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Si utilizzano contenitori bassi riempiti con un substrato leggero, fine e ben drenante. I semi devono essere coperti con uno strato molto sottile di terriccio o vermiculite. Una profondità eccessiva può rendere la germinazione più lenta e irregolare.
Il substrato deve rimanere moderatamente umido, ma mai impregnato d’acqua. Una temperatura compresa tra 18 e 22 °C favorisce normalmente una germinazione uniforme. Il contenitore può essere coperto con un coperchio trasparente, avendo cura di arieggiarlo ogni giorno. Quando compaiono i germogli, la copertura deve essere rimossa gradualmente.
Le giovani piantine necessitano di molta luce per evitare una crescita debole e allungata. Se la luminosità naturale è insufficiente, gli steli tendono a piegarsi e le foglie rimangono piccole. Dopo la formazione delle prime foglie vere, ogni piantina può essere trasferita in un vasetto individuale. Durante il trapianto bisogna maneggiare le radici con estrema delicatezza.
Prima di collocare le piantine definitivamente all’aperto è necessario procedere con l’acclimatazione. Per circa una settimana vanno esposte ogni giorno all’aria aperta per periodi progressivamente più lunghi. All’inizio devono essere protette dal sole centrale e dal vento forte. Questo passaggio riduce il rischio di bruciature fogliari e arresti improvvisi della crescita.
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Moltiplicazione tramite talea
La propagazione per talea permette di ottenere piante con caratteristiche identiche all’esemplare di partenza. Il periodo più adatto è generalmente la fine dell’estate, quando i getti sono maturi ma ancora flessibili. Si scelgono porzioni sane prive di fiori, macchie o deformazioni. Ogni talea dovrebbe avere una lunghezza di circa otto o dieci centimetri.
Il taglio deve essere eseguito con una lama pulita poco sotto un nodo. Le foglie inferiori vanno rimosse, lasciando soltanto quelle presenti nella parte superiore. Se le foglie sono molto grandi, possono essere accorciate per limitare la perdita d’acqua. L’uso di un ormone radicante è facoltativo, ma può favorire una formazione più rapida delle radici.
Le talee devono essere inserite in una miscela composta da torba o fibra di cocco e abbondante materiale drenante. Il substrato va mantenuto appena umido e il contenitore collocato in una zona luminosa senza sole diretto intenso. Un’elevata umidità atmosferica aiuta a evitare l’appassimento nelle prime settimane. È comunque necessario garantire un ricambio d’aria regolare per prevenire le muffe.
La comparsa di nuove foglie indica generalmente che la radicazione è iniziata. Prima di rinvasare è utile attendere che l’apparato radicale sia sufficientemente sviluppato. Le nuove piante possono essere conservate in un ambiente protetto durante il primo inverno. In primavera saranno pronte per essere trasferite in contenitori più grandi o direttamente in giardino.
Divisione dei cespi e cure dopo l’impianto
La divisione è adatta alle gazanie mature che hanno formato cespi ampi e ben ramificati. L’operazione può essere eseguita in primavera, prima dell’inizio della crescita più intensa. La pianta deve essere estratta con una zolla sufficientemente grande per limitare i danni alle radici. Il terreno in eccesso può essere rimosso delicatamente per individuare i punti naturali di separazione.
Il cespo può essere diviso con le mani oppure con un coltello robusto e disinfettato. Ogni porzione deve possedere radici sane e almeno una zona vegetativa attiva. Le parti annerite, molli o secche devono essere eliminate prima del reimpianto. Suddivisioni troppo piccole impiegano più tempo a riprendersi e sono maggiormente vulnerabili.
Le nuove porzioni vanno collocate subito nel terreno o in vasi preparati in precedenza. Dopo l’impianto è necessario irrigare a fondo, lasciando poi asciugare parzialmente il substrato. Per alcuni giorni è preferibile evitare il sole più forte nelle ore centrali. Quando le foglie tornano turgide, la pianta può essere esposta gradualmente alla piena luce.
Nelle settimane successive bisogna controllare soprattutto l’umidità e la stabilità delle piante. Le radici appena disturbate non riescono ancora ad assorbire acqua con la stessa efficienza di un esemplare consolidato. Non è opportuno concimare immediatamente, poiché i sali minerali potrebbero stressare i tessuti radicali. La fertilizzazione leggera può iniziare quando compaiono nuovi germogli.